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Missione Cattolica Italiana Allschwil-Leimental — Anderssprachige Mission

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    MCI Allschwil-Leimental Agenda della Missione

    Domenica 25 gennaio e 1 febbraio: S. Messa ore 11.00, S. Teresa - Mercoledì28 gennaio e 4 febbraio, ore 14.30, rosario e incontro TEPA.

    16.01.2026

    MCI Allschwil-Leimental Benedizioni

    Le benedizioni esistono. Tante persone le chiedono. Ogni celebrazione religiosa si conclude con una benedizione. Perché? Dio desidera entrare in relazione con l’uomo e accompagnarlo in ogni aspetto della vita. Benedire significa ‘dire il bene’, invocare su persone, oggetti e situazioni la presenza e la grazia di Dio, riconoscendo che tutto viene da Lui.

    Nella Bibbia la benedizione è segno di alleanza: Dio benedice il suo popolo per donargli vita, protezione e fecondità, e l’uomo, a sua volta, benedice Dio lodandolo e ringraziandolo. Le benedizioni ci aiutano a vivere con fede, ricordandoci che non siamo soli, ma custoditi da un Padre che si prende cura di noi. Nella vita cristiana le benedizioni non sono gesti magici, ma segni che rafforzano la fiducia e aprono il cuore all’ascolto del Signore. Attraverso di esse impariamo ad affidare a Dio ciò che siamo e ciò che viviamo: la salute, il lavoro, la casa, il cammino quotidiano. Così la benedizione diventa anche una responsabilità: accogliere il dono di Dio e trasformarlo in bene per gli altri.

    Il 2 febbraio la Chiesa celebra la ‘Candelora’ e benedice le candele; il 3 fa memoria di San Biagio benedicendo la gola. I due riti ci richiamano alla presenza concreta di Dio nella nostra vita quotidiana.

    La candela benedetta, accesa, è segno di Cristo, Luce del mondo: Luce che rischiara le tenebre, accompagna il nostro cammino e invita a vivere come figli della Luce. Portarla nelle nostre case significa ricordare che la fede è una luce da custodire e testimoniare ogni giorno.

    La benedizione della gola ci ricorda quanto sia fragile la nostra vita e quanto abbiamo bisogno della protezione di Dio anche nelle cose più semplici e ordinarie. Con questo gesto chiediamo al Signore di custodire la nostra salute, ma anche di purificare le nostre parole, perché escano dal nostro cuore parole di verità, di pace e di amore e mai di divisione o di male.

    La luce che riceviamo e la protezione che invochiamo ci impegnano a camminare con Gesù Cristo, a ringraziare per il dono della salute e a usare la voce per lodare Dio e costruire il bene attorno a noi.

    P. Valerio Farronato

    16.01.2026
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