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Pastoralraum Allschwil – Schönenbuch
Baslerstrasse 49
4123 Allschwil
Pfarreien
Informationen
Pastoralraum Allschwil – Schönenbuch
Gottesdienste
Sonntag, 10. Mai
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17:00
Gottesdienst - Allschwil, Kirche St. Peter und Paul
Indischer Gottesdienst in Syro-Malabarischem-Ritus
- Ort: Allschwil — St. Peter und Paul — Allschwil, Kirche St. Peter und Paul
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17:30
Gottesdienst - Schönenbuch, Kirche St. Johannes der Täufer
Abendwallfahrt mit Eucharistiefeier in Schönenbuch, anschl. Apéro
- Ort: Schönenbuch — Schönenbuch, Kirche St. Johannes der Täufer
Montag, 11. Mai
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16:00
Rosenkranzgebet
Rosenkranzgebet
- Ort: Allschwil — St. Peter und Paul — Allschwil, Kapelle St. Peter und Paul
Mittwoch, 13. Mai
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09:00
Eucharistiefeier
Eucharistiefeier
Anschliessend Avanti-Kaffee- Ort: Allschwil — St. Peter und Paul — Allschwil, Kapelle St. Peter und Paul
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19:00
Gottesdienst - Allschwil, reformiertes Kirchli
Taizégebet
- Ort: Allschwil — St. Peter und Paul — Allschwil, reformiertes Kirchli
Donnerstag, 14. Mai
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10:00
Gottesdienst - Mehrzweckhalle Schönenbuch
Ökumenischer Gottesdienst zum Fest Christi Himmelfahrt
Musikalische Mitgestaltung: Kinder der Primarschule sowie der Musikverein Schönenbuch und die Musikgesellschaft Concordia Allschwil, anschl. Banntag- Ort: Schönenbuch — Mehrzweckhalle Schönenbuch
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17:00
Veranstaltungen
Dienstag, 12. Mai
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12:00
Veranstaltung - Allschwil, Grosser Saal St. Peter und Paul
Mittagstisch
- Ort: Allschwil — St. Peter und Paul — Allschwil, Grosser Saal St. Peter und Paul
Mittwoch, 13. Mai
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19:00
Veranstaltung - Schönenbuch, Restaurant Krone
D'Kirche in dr Krone
Diskutieren über Gott und die Welt- Ort: Schönenbuch — Schönenbuch, Restaurant Krone
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12:00
News
MCI Allschwil-Leimental Agenda della Missione
Domenica 3 e domenica 10 maggio, ore 11.00: S. Messa, S. Teresa
Mercoledì 6 e mercoledì 13 maggio, ore 14.30: Rosario e gruppo TEPA, S. Teresa
27.04.2026MCI Allschwil-Leimental È sempre Pasqua
I cinquanta giorni che vanno da Pasqua a Pentecoste stanno concludendosi. Sono giorni educativi per la fede e non semplicemente un “dopo” nella storia di Gesù. I discepoli, dopo lo shock della croce e la sorpresa della risurrezione, non diventano subito persone forti e sicure. Restano fragili, confusi, a tratti increduli. Significa che la fede arriva sì, ma cresce nel tempo.
In questi cinquanta giorni pasquali si impara a riconoscere una presenza nuova. Gesù non è più come prima: appare, scompare, non è immediatamente riconoscibile. È risorto e va cercato in modo diverso, con la fiducia, con la fede, con il cuore. “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”, dice Gesù all’apostolo Tommaso.
Tra questi beati ci siamo anche noi. Sperimentiamo momenti in cui vorremmo certezze chiare, segni evidenti, e invece siamo invitati a riconoscere il senso delle cose in modo più profondo, spesso non immediato.
Poi arriva l’Ascensione; Gesù ‘se ne va’. I discepoli non possono più restare spettatori. Devono iniziare a camminare con le proprie gambe. Ad un certo punto bisogna assumersi la responsabilità di ‘far vedere’ e ‘testimoniare’ ciò che si è ricevuto. Ma non tutto automatico.
Occorre caricarsi interiormente, spiritualmente. I giorni tra l'Ascensione e la Pentecoste sono giorni di attesa, di preghiera, di ascolto. La vita spesso non è né piena né vuota, è così, con i suoi alti e bassi, con i suoi dubbi, con le sue paure, con i suoi cali di entusiasmo. Non si hanno tutte le risposte.
I discepoli, dopo l’Ascensione, sono chiusi nel cenacolo; vivono incertezze, disagi interiori, non hanno risultati visibili, però sentono che qualcosa si sta preparando.
Infine, arriva la Pentecoste. Essa giunge come un inizio. I discepoli escono, parlano, rischiano. Lo Spirito Santo dona loro una forza che non li rende perfetti, ma li rende coraggiosi, capaci di esporsi. Il loro annuncio: ’Gesù è risorto’ – ‘Gesù è vivo’, carica di speranza chi li ascolta. La fede, se è reale, porta sempre fuori da sé, verso gli altri, verso la realtà, diventa beneficamente contagiosa.
Vivere il tempo pasquale significa allenarsi a vivere la Pasqua ogni giorno. Cioè non fermarsi alla superficie degli eventi, non lasciarsi addormentare dalle abitudini, ma riconoscere che anche nei passaggi meno chiari della nostra vita può nascere qualcosa di nuovo.
P. Valerio Farronato
27.04.2026